22 mag 2014

Proposta di legge rumena: delfini come persone non-umane

Dopo l’India, che nel maggio 2013 stabilì il divieto di detenzione di delfini in cattività per l’intrattenimento commerciale, è la volta della Romania che, con la proposta di legge di Remus Cernea, un membro del parlamento rumeno, vuole riconoscere dei diritti ai cetacei, inquanto "PERSONE NON-UMANE".


In base a questa proposta di legge ai delfini dovrà essere riconosciuto il diritto alla vita, il diritto di muoversi liberamente nel loro ambiente naturale, senza che nei loro confronti venga compiuto nessun atto di crudeltà, il diritto a non essere separati dal gruppo a cui appartengono, considerato che la scienza afferma da tempo la loro elevata intelligenza, sensibilità e la loro capacità di formare complesse relazioni sociali. I delfini mostrano inoltre, un alto livello di organizzazione, un’ottima memoria, metodi di comunicazione e di contatto con l’essere umano.

Numerosi i consensi e le manifestazioni di approvazione che l’iniziativa di Cernea ha ricevuto; lo stesso Louise Psihoyos, regista del film documentario The Cove, uscito nel 2009, che parla dell’annuale caccia ai delfini a Taiji, in Giappone, in una lettera aperta rivolta ai media rumeni, esprime così il proprio pensiero:
È chiaro che la capacità dei delfini di pensare, sentire, fare esperienza, e manipolare il loro ambiente è pari a quella di un essere umano. Per questo motivo, credo che i delfini dovrebbero ottenere i nostri stessi diritti, in quanto persone non umane, ed essere protetti dalla legge.”
La cattura dei delfini era già proibita da tempo in Romania, ma l’aumento delle richieste dal Mar Nero per acquari e altre attrazioni stava, comunque, intensificando il commercio illegale di questi mammiferi marini e mettendo in serio pericolo la loro sopravvivenza.

Il disegno di legge prevede, inoltre, che le violazioni dei diritti in esso riconosciuti saranno “perseguite con pene equivalenti a quelle previste dal codice penale per le violazioni dei diritti delle persone umane”.

Se il Senato rumeno deciderà di convertire in legge la proposta, la Romania sarà un altro stato che, assieme al Costa Rica, all‘Ungheria, al Cile e all'India, rifiuta apertamente la cattura e il maltrattamento dei delfini, in nome anche della Dichiarazione dei diritti dei cetacei firmata nel 2010 a Helsinki, in Finlandia, da ricercatori e animalisti con lo scopo di riconoscere a balene e delfini come individui dotati di coscienza di sé.

Certo è che per avvalorare il contenuto di questa legge e della Dichiarazione dei diritti dei cetacei, occorrerebbe fare qualcosa in più, come eliminare le esibizioni dei delfini nei delfinari, nei parchi acquatici, negli zoo. In Italia, lo scorso, anno, l’ENPA presentò una denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo il ritiro della licenza a Zoomarine, e un da sondaggio IPSOS risulta che il 68% degli italiani chiede la chiusura dei delfinari.

27 apr 2014

TORTA DI CAROTE E MANDORLE SENZA GLUTINE

Ingredienti per 6 persone:

  • 300 g di carote
  • 300 g di mandorle
  • 300 g di zucchero di canna integrale
  • 30 g di fecola di patate
  • 30 ml di rum (opzionale)
  • 6 uova
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

Lavate, pelate e grattugiate le carote sopra un telo pulito distribuendole in uno strato uniforme. Copritele con un altro telo ed asciugatele, senza strizzarle.


Tritate le mandorle: con un macina caffè otterrete una farina finissima (il Macina caffè elettrico Bosch MKM6003 è ottimo), ma se preferite o avete poco tempo, in alternativa potete usare la farina di mandorle già pronta).

Separate gli albumi dai tuorli e montate i primi con un pizzico di sale a neve fermissima (l'ideale sarebbe utilizzare le fruste elettriche; io mi trovo benissimo col mio Mixer ad Immersione, Braun MQ535 Sauce Multiquick 5).

A questo punto, aggiungete poco alla volta, lo zucchero, le carote, le mandorle tritate, la scorza del limone, la fecola e, uno alla volta, i tuorli. Alla fine, se lo gradite, versate il rum.
Distribuite l'impasto in una tortiera foderata con carta da forno e cuocete in forno preriscaldato a una temperatura di 170° C per circa 40 minuti.

Farina di Mandorle
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Mandorle Pelate

25 apr 2014

Nestlè: il latte della vergogna



Migliaia di bambini, nei paesi del Terzo Mondo, muoiono o riportano lesioni gravissime a seguito di infezioni gastriche o intestinali, come conseguenza degli alimenti artificiali per lattanti che gli vengono somministrati (dato UNICEF).



Il latte è spesso diluito a causa del suo alto costo (in India la spesa per l'acquisto del latte per un lattante di 3 mesi rappresenta il 22% del reddito. Nella Nigeria, nel Pakistan questa percentuale varia tra il 30 e il 40%) e le madri, convinte dell'alto valore nutritivo di questo latte, lo diluiscono abbondantemente con acqua. I lattanti deperiscono senza che le madri ne conoscano le vere cause.

Inoltre il biberon è focolaio di infezioni, data la mancanza di igiene che caratterizza i paesi poveri: l'acqua con cui il latte è preparato spesso è malsana ed è impossibile sterilizzare biberon e tettarelle senza il fornello e disinfettanti.

Nonostante ciò, la Nestlè continua a reclamizzare il suo latte in polvere nelle cliniche dei paesi in via di sviluppo, lo pubblicizza come simbolo di progresso e di salute; fa ricoprire le pareti delle cliniche di cartelloni e poster che riportano le foto di bambini sani e paffuti, di qui la facile associazione: "benessere del bambino - latte in polvere". Assume infermiere, o meglio giovani che vestono divise da inferimiere, che distribuiscono gratuitamente scatole di latte e materiale dimostrativo, appena subito dopo il parto. E' risaputo che dare il latte ai neonati fa sì che il latte materno venga progressivamente a mancare e il bambino diventi così dipendente dal latte artificiale: se il bimbo non viene subito attaccato al seno, non viene stimolata adeguatamente la produzione di latte materno e di conseguenza queste ci si vede costrette a proseguire con l'allattamento artificiale. 

Da questa pratica, e altre tattiche, nascono i profitti della Nestlè da un lato; e le malattie per i neonati dall'altro.

L'UNICEF e L'OMS hanno redatto un Codice Internazionale (nel 1981) che bandisce questo tipo di tattiche di marketing. Ma molte aziende produttrici di latte in polvere, compresa la Nestlè, violano detto Codice.

Tutto ciò che ho riportato è stato preso dal libriccino "NESTLE' NON AMA I BEBE" ED. Stampa alternativa

In realtà sono tante altre le ingiustizie che vengono riportate in questo libro. 

Leggetelo!


Nestlè non Ama i Bebè
Autori Vari
Latte in polvere o polvere letale?
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