22 mag 2014

Alto Adige: vacanza e cura delle malattie respiratorie

Una vacanza in Alto Adige è un’occasione per immergersi nella bellezza dei suoi paesaggi, delle vallate e delle cime dolomitiche, delle cascate e dei ruscelli, e per gustare le sue specialità enogastronomiche, le acquaviti di frutta, le grappe da vinacce, i formaggi e salumi tipici; inoltre il territorio altoatesino è la patria della salute e del benessere naturale, capace di unire tradizioni e saperi antichi a tecnologie avanzate e scelte eco sostenibili.



Oltre ai bagni nel fieno o nel latte, ai trattamenti al vino, i massaggi alla pietra preistorica, per rilassare il corpo e la mente, è possibile anche curare le malattie respiratorie presso il Centro Climatico di Predoi, nell'alta Valle Aurina, una delle più incontaminate dell’Alto Adige, in provincia di Bolzano.

Il Centro, realizzato in un vecchia miniera di rame, inattiva dal 1971, è l’unico in Italia dove ci si possa sottoporre alla speleoterapia, metodo di cura basato sulla respirazione all'interno di grotte naturali o ex miniere caratterizzate da un particolare microclima. Una terapia collaudata da tempo in Germania e in molti paesi dell’Europa dell’Est, come Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia.
“Nelle caverne l’umidità relativa dell’aria si avvicina al grado di saturazione, ossia al 100%, permettendo così di respirare un’aria purissima e pressoché sterile. La temperatura varia da 8 a 10 gradi Celsius, per cui, nonostante l’aria sia quasi completamente satura di vapore acqueo, contiene in valore assoluto pochissima acqua. Quando l’aria, inspirando si riscalda ai 37 gradi della temperatura corporea, si ricarica di tanta acqua. Durante il passaggio attraverso le vie respiratorie, quest’acqua viene sottratta alle mucose che spesso, a causa delle infiammazioni croniche o dell’asma bronchiale, sono gonfie. In tal modo il gonfiore si riduce e la persona torna a respirare liberamente” – spiega il dottor Vincenzo Di Spazio, responsabile del Centro.

Sono molte le sintomatologie che possono trovare giovamento dalla speleoterapia, come l’asma allergicaenfisemaallergie al fienopollinosi allergica, ma l’aria pura priva di allergeni che si respira in grotta sarà di notevole beneficio anche ai fumatori e, altresì, per migliorare le risposte del sistema immunitario.

Dopo essersi addentrati all’interno della montagna per circa un 1 chilometro a bordo di un trenino, si accede alla grotta climatica, dove si inizia con una ventina di minuti di esercizi respiratori, seguiti da due ore di relax su comode poltrone. Il Centro è aperto da fine marzo a fine ottobre, tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 9 alle 14.40. Il costo per ogni seduta è di 15 euro, tranne per i bambini fino a 14 anni, gli over 65 e i portatori di handicap che pagano 13 euro.
Il tempo ideale di cura prevede 15 giorni consecutivi di permanenza nel Centro, con almeno due ore e mezzo al giorno dentro la miniera; il minimo è almeno una settimana” – spiega il dottor Di Spazio.
E per rendere perfetto il soggiorno ai clienti del Centro, l’associazione “Respiration Health Hotels” garantisce camere e strutture adeguate a coloro che soffrono di allergie e propone pacchetti con compreso l’ingresso in grotta.

Proposta di legge rumena: delfini come persone non-umane

Dopo l’India, che nel maggio 2013 stabilì il divieto di detenzione di delfini in cattività per l’intrattenimento commerciale, è la volta della Romania che, con la proposta di legge di Remus Cernea, un membro del parlamento rumeno, vuole riconoscere dei diritti ai cetacei, inquanto "PERSONE NON-UMANE".


In base a questa proposta di legge ai delfini dovrà essere riconosciuto il diritto alla vita, il diritto di muoversi liberamente nel loro ambiente naturale, senza che nei loro confronti venga compiuto nessun atto di crudeltà, il diritto a non essere separati dal gruppo a cui appartengono, considerato che la scienza afferma da tempo la loro elevata intelligenza, sensibilità e la loro capacità di formare complesse relazioni sociali. I delfini mostrano inoltre, un alto livello di organizzazione, un’ottima memoria, metodi di comunicazione e di contatto con l’essere umano.

Numerosi i consensi e le manifestazioni di approvazione che l’iniziativa di Cernea ha ricevuto; lo stesso Louise Psihoyos, regista del film documentario The Cove, uscito nel 2009, che parla dell’annuale caccia ai delfini a Taiji, in Giappone, in una lettera aperta rivolta ai media rumeni, esprime così il proprio pensiero:
È chiaro che la capacità dei delfini di pensare, sentire, fare esperienza, e manipolare il loro ambiente è pari a quella di un essere umano. Per questo motivo, credo che i delfini dovrebbero ottenere i nostri stessi diritti, in quanto persone non umane, ed essere protetti dalla legge.”
La cattura dei delfini era già proibita da tempo in Romania, ma l’aumento delle richieste dal Mar Nero per acquari e altre attrazioni stava, comunque, intensificando il commercio illegale di questi mammiferi marini e mettendo in serio pericolo la loro sopravvivenza.

Il disegno di legge prevede, inoltre, che le violazioni dei diritti in esso riconosciuti saranno “perseguite con pene equivalenti a quelle previste dal codice penale per le violazioni dei diritti delle persone umane”.

Se il Senato rumeno deciderà di convertire in legge la proposta, la Romania sarà un altro stato che, assieme al Costa Rica, all‘Ungheria, al Cile e all'India, rifiuta apertamente la cattura e il maltrattamento dei delfini, in nome anche della Dichiarazione dei diritti dei cetacei firmata nel 2010 a Helsinki, in Finlandia, da ricercatori e animalisti con lo scopo di riconoscere a balene e delfini come individui dotati di coscienza di sé.

Certo è che per avvalorare il contenuto di questa legge e della Dichiarazione dei diritti dei cetacei, occorrerebbe fare qualcosa in più, come eliminare le esibizioni dei delfini nei delfinari, nei parchi acquatici, negli zoo. In Italia, lo scorso, anno, l’ENPA presentò una denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo il ritiro della licenza a Zoomarine, e un da sondaggio IPSOS risulta che il 68% degli italiani chiede la chiusura dei delfinari.

27 apr 2014

TORTA DI CAROTE E MANDORLE SENZA GLUTINE

Ingredienti per 6 persone:

  • 300 g di carote
  • 300 g di mandorle
  • 300 g di zucchero di canna integrale
  • 30 g di fecola di patate
  • 30 ml di rum (opzionale)
  • 6 uova
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 pizzico di sale
Preparazione:

Lavate, pelate e grattugiate le carote sopra un telo pulito distribuendole in uno strato uniforme. Copritele con un altro telo ed asciugatele, senza strizzarle.


Tritate le mandorle: con un macina caffè otterrete una farina finissima (il Macina caffè elettrico Bosch MKM6003 è ottimo), ma se preferite o avete poco tempo, in alternativa potete usare la farina di mandorle già pronta).

Separate gli albumi dai tuorli e montate i primi con un pizzico di sale a neve fermissima (l'ideale sarebbe utilizzare le fruste elettriche; io mi trovo benissimo col mio Mixer ad Immersione, Braun MQ535 Sauce Multiquick 5).

A questo punto, aggiungete poco alla volta, lo zucchero, le carote, le mandorle tritate, la scorza del limone, la fecola e, uno alla volta, i tuorli. Alla fine, se lo gradite, versate il rum.
Distribuite l'impasto in una tortiera foderata con carta da forno e cuocete in forno preriscaldato a una temperatura di 170° C per circa 40 minuti.

Farina di Mandorle
Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere
Mandorle Pelate