20 ago 2014

Morbillo e rosolia da eradicare entro il 2015

Eliminazione morbillo e rosolia in Europa: questo l'obiettivo fissato dall'OMS da raggiungere entro il 2015. L'Italia aderisce al Piano di prevenzione ma ancora non invia all'OMS i propri dati



L’Italia è uno dei 53 paesi che hanno aderito al Piano di prevenzione a livello europeo ideato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’eliminazione dei casi di morbillo e di rosolia, ma ad oggi non ha ancora comunicato all’OMS il nominativo dei membri della Commissione incaricata del monitoraggio del Piano, quindi, non ha ancora inviato i propri dati.

E’ quanto emerso durante il Congresso dell’OMS, tenutosi il mese scorso ad Antalya, in Turchia, per un aggiornamento sullo stato della campagna di vaccinazione e prevenzione delle due patologie nei singoli Stati dell’UE.

Eradicare il Morbillo e la Rosolia è un obiettivo da raggiungere entro il 2015; lo ha stabilito l’OMS che per questo ha appositamente formato una Commissione Internazionale per il controllo dei programmi di prevenzione.

Detta Commissione è presieduta dalla professoressa Susanna Esposito, la quale sottolinea: “In Italia e in altri Paesi europei il morbillo e la rosolia sono malattie ancora pericolose. Per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminare morbillo e rosolia entro il prossimo anno ed eguagliare gli ottimi esempi di Stati Uniti e di alcuni paesi dell’America Centrale ogni Paese che ha aderito al Piano di Prevenzione dovrà dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95 per cento. Morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie eliminate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi delle due malattie per un periodo di almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto”. “Inoltre – afferma la Esposito – sarà importante che la copertura delle vaccinazioni arrivi anche ai soggetti di età adulta suscettibili (non vaccinati e che non hanno contratto le malattie), ai gruppi etnici minoritari, ai nomadi, alle popolazioni isolate o alle persone che per motivi religiosi o di filosofia di vita rifiutano le vaccinazioni”.

Ogni Paese aderente al Piano dovrà dimostrare che almeno il 95% di tutti i soggetti di età inferiore ai 40 anni sia stato vaccinato con due dosi di vaccino.

Nel nostro paese il vaccino contro il morbillo, rosolia e parotite (c.d. Trivalente) non è tra quelli considerati obbligatori dal sistema sanitario nazionale, ma è spesso raccomandato dai pediatri: vengono sottoposti alla prima dose del vaccino i bambini dopo il compimento dell’anno (entroil 15 mese); mentre la seconda è prevista a 5-6 anni.

Il vaccino MPR è una miscela di virus vivi resi inoffensivi e sicuramente ha salvato la vita a moltissime persone, ma i fatti di cronaca confondono e rendono tanti genitori sempre più dubbiosi sull’opportunità di vaccinare i propri figli.

Come scrive Eugenio Serravalle, pediatra e autore del libro “Bambini super-vaccinati”, “sempre più spesso si ha notizie di sentenze che mettono in relazione gravi patologie con le vaccinazioni, una prassi sanitaria che può essere pericolosa se praticata in maniera superficiale, capace di trasformare profondamente la vita di un bambino e della propria famiglia”.

Basti citare la sentenza del Tribunale di Rimini del 15 marzo 2012, nella quale si legge che un bimbo di 15 mesi “è stato danneggiato da complicanze irreversibili a causa di vaccinazione (profilassi trivalente MPR)” e che, pertanto, ha attribuito ai famigliari il diritto all’indennizzo previsto dalla legge.


12 ago 2014

Allerta per i farmaci a base di domperidone

I noti farmaci a base di Domperidone, Peridon e Motiluim, sono sotto inchiesta a causa del loro legame con gravi artimie e morti cardiache improvvise manifestatesi nei pazienti che li assumevano. 


Stato di allerta per i farmaci a base di Domperidone, principio attivo che troviamo nel Peridon e nel Motilium, efficace nel bloccare i conati di vomito, nel trattamento del reflusso gastroesofageo, nell’allevviare il senso di nausea, il fastidio al tratto addominale superiore e, nei bambini, come terapia per il sollievo dai sintomi quali nausea e vomito. 

La molecola Domperidone da tempo crea dubbi e discussioni: infatti, già nel 1986 il Domperidone iniettabile venne ritirato dal commercio a seguito di segnalazioni di aritmia ventricolare, alcune delle quali fatali. Tra i diversi effetti indesiderati elencati sul bugiardino, troviamo anche patologie cardiache: aritmie ventricolari e morte cardiaca improvvisa (frequenza nota); disordini cardiovascolari: disordini della frequenza cardiaca (prolungamento dell’intervallo QT e aritmie ventricolari). Per questi motivi, nel 2011, l’Agenzia Italiana del farmaco aveva emesso una comunicazione diretta agli operatori sanitari contenente “le nuove informazioni sul rischio cardiaco in seguito all’utilizzo dei medicinali a base di Domperidone”. 

Nella nota informativa, si leggeva che “nel 2010 sono stati pubblicati in letteratura scientifica due nuovi studi epidemiologici, i quali hanno evidenziato che domperidone potrebbe essere associato ad un aumento del rischio di aritmie ventricolari gravi o di morte cardiaca improvvisa, in particolare in caso di elevati dosaggi, ossia dosi giornaliere superiori a 30 mg e in pazienti di età superiore a 60 anni”. Si precisava, inoltre, che il Domperidone deve essere utilizzato alla dose minima efficace sia negli adulti che nei bambini. 

In Francia questo medicinale è ritenuto responsabile dai 25 ai 120 morti solamente nel 2012. Per questo la rivista medica francese Prescrire, in un articolo del mese di febbraio scorso, chiede ufficialmente all’European Medicines Agency di ritirare dal mercato il Domperidone, perché la sua efficacia sarebbe “troppo modesta per giustificare l’esposizione a morti premature”. L’autorevole rivista suggerisce di fare a meno di questo farmaco, e di prediligere i placebo o altre soluzioni contro il reflusso acido. E cita alcuni studi epidemologici olandesi e canadesi che hanno dimostrato che la morte cardiaca improvvisa è di circa 1,6-3,7 volte più frequente nel caso di assunzione del Domperidone. 

Nel marzo 2013, anche la Medicines Agency belga ha sollevato alcune preoccupazioni sulla sicurezza del medicinale per i pazienti con problemi cardiaci; e per questo alla fine del 2013 è entrata in vigore una legge in base alla quale questi medicinali possono essere acquistati solo dietro presentazione di prescrizione medica.

8 ago 2014

Anche in Italia i ristoratori vietano l'accesso ai bambini

Sulla scia della tendenza americana delle zone "no kids", anche una rinomata pizzeria di Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, ha stabilito la regola del divieto di ingresso ai bambini under 10, dopo le 21


E’ arrivata anche in Italia la tendenza made in USA a vietare l’ingresso ai bambini in alcuni locali commerciali. E, nel Bresciano, precisamente a Bagnolo Mella, nella pizzeria-pasticceria di proprietà della famiglia Sirani, è presente un cartello che avvisa che dopo le ore 21 l’ingresso è riservato solo agli adulti. In realtà, questa regola venne adottata ancora 7 anni fa, in seguito a insistenti lamentele da parte dei clienti per l’insopportabile atmosfera creata dalle urla, pianti e capricci dei bimbi presenti in sala.

Il Presidente della Fipe-Confcommercio, Stoppani, è intervenuto sull’argomento con queste parole: “Un pubblico esercizio può rifiutare una prestazione se esistono giustificati motivi che lo impongono. Gli schiamazzi, il pianto o le intemperanze proprie dei piccoli possono costituire valide giustificazioni. Inoltre, un esercente ha il diritto di caratterizzare la sua offerta, imponendo dei vincoli di accesso – sul vestiario, sul genere, sull’età, eccetera – assumendo i rischi imprenditoriali conseguenti”.

Il pubblico del web si divide: c’è chi avanza accuse e polemiche, addirittura parlando di discriminazione e razzismo, ma non mancano neppure i convinti sostenitori del “No Kids zone”, non solo nei ristoranti o pizzerie, ma anche nei resort, alberghi e voli aerei.

E i gestori italiani attenti ai bisogni dei loro clienti si adeguano: sono numerosi, infatti, gli esempi di locali “childenfree” nel nostro paese; tra questi: l’hotel Mont Blanc in Valle d’Aosta, l’hotel Morfeo sulla Riviera adriatica, l’Antico Casale di San Gimignano.

E anche la compagnia irlandese low cost, Ryanair, dal 2011 ha introdotto dei voli senza bambini, in seguito ad un sondaggio da lei condotto tra i suoi passeggeri, la metà dei quali dichiarava di essere disposta anche a pagare un prezzo più alto pur di non avere bambini a bordo.

Io sono una mamma di un bimbo di 3 anni e, di primo acchito, questa presa di posizione nei confronti dei nostri piccoli mi ha amareggiata non poco. Ma, poi, pensando alle cene fuori casa o ai pomeriggi di svago con la mia famiglia, bimbi compresi, ho capito che siamo noi genitori a dover scegliere il locale da frequentare con i nostri figli, perchè non dovrebbe essere necessario il divieto di un ristoratore a ricordarci che i bambini hanno tutto il diritto di annoiarsi in un locale che non sia a misura loro, in un ristorante che non presta attenzione anche alla loro di felicità, magari con la presenza di un’area bimbi o di un intrattenimento speciale per i più piccoli.