25 apr 2014

Nestlè: il latte della vergogna



Migliaia di bambini, nei paesi del Terzo Mondo, muoiono o riportano lesioni gravissime a seguito di infezioni gastriche o intestinali, come conseguenza degli alimenti artificiali per lattanti che gli vengono somministrati (dato UNICEF).



Il latte è spesso diluito a causa del suo alto costo (in India la spesa per l'acquisto del latte per un lattante di 3 mesi rappresenta il 22% del reddito. Nella Nigeria, nel Pakistan questa percentuale varia tra il 30 e il 40%) e le madri, convinte dell'alto valore nutritivo di questo latte, lo diluiscono abbondantemente con acqua. I lattanti deperiscono senza che le madri ne conoscano le vere cause.

Inoltre il biberon è focolaio di infezioni, data la mancanza di igiene che caratterizza i paesi poveri: l'acqua con cui il latte è preparato spesso è malsana ed è impossibile sterilizzare biberon e tettarelle senza il fornello e disinfettanti.

Nonostante ciò, la Nestlè continua a reclamizzare il suo latte in polvere nelle cliniche dei paesi in via di sviluppo, lo pubblicizza come simbolo di progresso e di salute; fa ricoprire le pareti delle cliniche di cartelloni e poster che riportano le foto di bambini sani e paffuti, di qui la facile associazione: "benessere del bambino - latte in polvere". Assume infermiere, o meglio giovani che vestono divise da inferimiere, che distribuiscono gratuitamente scatole di latte e materiale dimostrativo, appena subito dopo il parto. E' risaputo che dare il latte ai neonati fa sì che il latte materno venga progressivamente a mancare e il bambino diventi così dipendente dal latte artificiale: se il bimbo non viene subito attaccato al seno, non viene stimolata adeguatamente la produzione di latte materno e di conseguenza queste ci si vede costrette a proseguire con l'allattamento artificiale. 

Da questa pratica, e altre tattiche, nascono i profitti della Nestlè da un lato; e le malattie per i neonati dall'altro.

L'UNICEF e L'OMS hanno redatto un Codice Internazionale (nel 1981) che bandisce questo tipo di tattiche di marketing. Ma molte aziende produttrici di latte in polvere, compresa la Nestlè, violano detto Codice.

Tutto ciò che ho riportato è stato preso dal libriccino "NESTLE' NON AMA I BEBE" ED. Stampa alternativa

In realtà sono tante altre le ingiustizie che vengono riportate in questo libro. 

Leggetelo!


Nestlè non Ama i Bebè
Autori Vari
Latte in polvere o polvere letale?
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 1

24 apr 2014

Il dominio assoluto di 10 multinazionali pericolose e spietate

Osservando il grafico qui sotto riportato, ci si può rendere conto del fatto che la maggior parte dei prodotti che consumiamo è prodotta da sole 10 GRANDI CORPORAZIONI che, in nome del profitto, inquinano, deforestano, sfruttano il lavoro, anche quello minorile, violano le leggi e i diritti umani.



Marco Geronimi Stoll, inventore dello Smarketing, ha rilanciato su facebook questo grafico ricostruito da Sebastian Bieniek, artista (pittore e fotografo) di Berlino. Il grafico sta facendo il giro del mondo in questi giorni. Scrive Geronimi Stoll:
 “Crediamo di comprare tante marche diverse, invece praticamente tutto ciò che acquistiamo nel mondo appartiene a queste dieci corporation”.

22 apr 2014

Uso terapeutico della Cannabis: primo farmaco autorizzato in Italia

In Italia è ora disponibile il primo farmaco a base del principio attivo della cannabis sativa, rivelatosi efficace nel contrastare uno dei sintomi più invalidanti della sclerosi multipla: la spasticità.



Nata in Asia Centrale, la 
Cannabis Sativa veniva utilizzata per scopi medici, spirituali, religiosi o ricreativi (tramite inalazione o vaporizzazione) da almeno 5.000 anni. Un trattato di farmacologia cinese attribuito all'Imperatore Shen Nung, del 2737 a.C., contiene probabilmente il primo riferimento all'utilizzo della cannabis come medicina: veniva usata per curare allergie, disturbi dell'apparato respiratorio, dello stomaco e dell'intestino, alcune malattie della pelle, malattie infettive e glaucoma. 

Dal 7 maggio dello scorso anno, è reperibile anche in Italia il primo farmaco a base di cannabinoidi: si chiama SATIVEX; il suo utilizzo per il trattamento della spasticità nelle persone affette da sclerosi multipla è stato autorizzato dall'Agenzia Italiana del Farmaco. E in data 8 luglio l’azienda milanese Almirall ha reso disponibile il farmaco sul territorio italiano.

Il Direttore Generale dell'AIFA, Luca Pani, ha sottolineato che si tratta di “una combinazione di due dei principi attivi che sono contenuti nella cannabis".
Il medicinale, disponibile nel nostro Paese, infatti è la combinazione tra il delta-9-tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo che svolgono la loro azione sinergicamente, nei pazienti che non hanno risposto adeguatamente ad altri antispastici, e hanno una spasticità da moderata a grave. "In questi casi gli estratti della cannabis spesso funzionano laddove gli altri farmaci non hanno funzionato, si tratta di una loro peculiarità" - ha aggiunto Pani.

Si tratta di un farmaco “dispensato dal Servizio Sanitario Nazionale, attraverso un sistema di registro e di monitoraggio. Ciò serve a garantire che il paziente venga seguito da un centro competente per il tipo di patologie in questione e che venga monitorato l’uso corretto del medicinale, sia dal punto di vista dei dosaggi sia rispetto agli effetti collaterali, a quelli favorevoli e a tutti i parametri del caso. Il monitoraggio non discende dall'origine del farmaco, ovvero dal fatto che impieghi estratti della cannabis, ma fa parte dei cosiddetti ‘Registri di appropriatezza dei farmaci’ che l’AIFA utilizza anche per altri tipi di medicinali, come, ad esempio gli antitumorali o quelli per le malattie autoimmunitarie”.